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Vedere bene per vivere meglio!

Su di me.

Sono un Medico Oculista e Ricercatore presso la Clinica Oculistica dell'Università di Genova. Svolgo l'attività assistenziale presso l'Ospedale Policlinico San Martino e nello studio di Via San Lorenzo. Mi sono specializzato nella cura del glaucoma e della cataratta per offrire ai pazienti i migliori trattamenti attualmente disponibili. Inoltre svolgo attività di ricerca e collaboro con gruppi nazionali e internazionali. Sono membro di diverse società scientifiche tra le quali AISGARVO, EGS e SISO.

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Formazione

Dottorato di ricerca

2006-2012

Laurea in Medicina e Chirurgia
Università di Pavia

Durante il percorso di Laurea ho partecipato al progetto Erasmus studiando per un anno all'università Pierre et Marie Curie | Sorbonne frequentando il reparto di oculistica dell'Ospedale Universitario  Pitié Salpêtrière di Parigi.

Abilitazione scientifica nazionale

2013-2018

Specialista in Oftalmologia

Università di Genova

Durante il periodo di formazione specialistica ho frequentato per un mese il servizio glaucoma della Columbia University di New York.

Fellow European Board Ophthalmology

2017

Fellow European Board Ophthalmology
Parigi, Francia

L'affiliazione è stata riconosciuta dopo il superamento dell'esame EBOD 2017. L'European Board of Ophthalmology è un'associazione professionale europea per l'oftalmologia che mira ad armonizzare gli standard e migliorare la qualità della formazione in oftalmologia in tutta Europa.

Laurea in Medicina e Chirurgia

2017 - 2021

PhD in Medicina Traslazionale
Università di Genova

Durante il dottorato di ricerca ho condotto ricerche sulla diagnosi e trattamento medico del glaucoma, sulla trabeculoplastica laser selettiva indiretta e diretta e sulla chirurgia del glaucoma.

Specialista in Oftalmologia

2023

Ministero dell'Università e Ricerca

Abilitazione nazionale a professore di II fascia in malattie dell'apparato visivo.

Libri

Sedi

Studio San Lorenzo

Via San Lorenzo 21, int. 6

16123, Genova

Intramoenia Ospedale Policlinico San Martino

Viale Benedetto XV, 5

16132, Genova

Clinica Oculistica - piano terra

  • Cos'è il glaucoma?
    Il glaucoma è una malattia degli occhi e in particolare del nervo ottico. Il nervo ottico è il "cavo di trasmissione dati" che collega l'occhio al cervello. Se il nervo ottico si danneggia a causa del glaucoma il nostro cervello riceve meno informazioni e quindi si riduce la percezione visiva dell'ambiente intorno a noi. Più nel dettaglio il nervo ottico è composto da circa un milione di singole fibre nervose. Ognuno di questi "fili" collega una piccola porzione della retina al cervello. La retina è assimilabile al sensore di una fotocamera. Nel glaucoma le fibre nervose si rovinano un po' per volta e smettono di funzionare. Ne consegue che alcune aree della retina smettono di trasmettere quello che vedono al cervello. Per questo motivo si riduce la percezione del campo visivo. Quando quasi tutte fibre nervose si sono danneggiate cala anche l'acuità vista.
  • Quali sono le cause del glaucoma?
    Si tratta di una malattia dove molte cause, o meglio fattori di rischio possono coesistere. Bisognerebbe infatti palare di fattori di rischio in quanto non sempre è possibile ritrovare la causa esatta del glaucoma. Alcuni importanti fattori di rischio sono l'età avanzata, la presenza di familiari affetti da glaucoma o il proprio profilo genetico. Purtroppo questi fattori di rischio non sono modificabili. Il fattore di rischio modificabile è invece la pressione interna all'occhio. Più è alta la pressione intraoculare più diventa probabile che il nervo ottico si sia danneggiato e che il danno glaucomatoso diventi più grave col passare del tempo.
  • Il glaucoma ha sintomi premonitori?
    Il glaucoma ha pochi sintomi, non c'è dolore e non è possibile accorgersi da soli che la pressione è alta. Solo negli stadi molto gravi, quando il nervo ottico è già molto rovinato, ci si accorge che qualcosa non va con la propria vista. La visita oculistica permette di identificare la presenza di glaucoma anche se questo è allo stadio iniziale.
  • Il glaucoma è curabile?
    Purtroppo non esiste una cura che permetta di rigenerare il nervo ottico già danneggiato dal glaucoma. Inoltre, non potendo intervenire su fattori di rischio quali età e genetica, l'unico efficace trattamento per il glaucoma consiste nella riduzione della pressione intraoculare. Se la pressione viene ridotta in modo sostanziale, la velocità con la quale il nervo ottico si danneggia si riduce molto o si blocca. La pressione può essere abbassata con la trabeculoplastica selettiva, con colliri specifici oppure tramite un intervento chirurgico. Il fine ultimo delle terapie è quello di evitare che il glaucoma determini una disabilità visiva e un abbassamento della qualità di vita legata alla vista nel corso di tutta vita.
  • Quanto deve essere la giusta pressione degli occhi?
    Dipende. Stabilire la pressione "sicura" affinché il proprio nervo ottico rimanga sano nel tempo è un compito che spetta all'oculista tramite l'esame della struttura dell'occhio ed eventualmente richiedendo altri esami strumentali quali il campo visivo e l'OCT. In caso di glaucoma conclamato, la riduzione della pressione di circa il 30-50% arresta o riduce molto il peggioramento.
  • Il glaucoma è un tumore?
    Assolutamente no! Sebbene in medicina molti termini che finiscono per -oma indichino una neoplasia, esistono alcune eccezioni tra le quali appunto il glaucoma. Il glaucoma è piuttosto una neuropatia con caratteristiche croniche e degenerative ovvero una malattia del nervo ottico che tende a peggiorare lentamente col passare del tempo.
  • Qual è la cura migliore per il glaucoma?
    Esistono molti tipi di glaucoma e ognuno ha una terapia più ​indicata. Ad esempio il glaucoma ad angolo aperto si tratta efficacemente con la trabeculoplastica selettiva. In aggiunta o in alternativa possono essere utilizzati colliri anti-glaucoma. Se la pressione rimane alta si consiglia l'intervento chirurgico. Viceversa il glaucoma ad angolo chiuso può essere inizialmente trattato o prevenuto con il trattamento laser di iridotomia o con la sostituzione del cristallino naturale (intervento di cataratta). La scelta della migliore cura è un percorso che tiene in considerazione le caratteristiche dell'occhio, l'esperienza del medico e le preferenze del paziente.
  • In quanto tempo il glaucoma porta alla cecità?
    Innanzitutto la cecità o meglio una visione così bassa da limitare fortemente ogni attività quotidiana riguarda il 5% dei pazienti con glaucoma. Spesso si tratta di casi in cui il glaucoma è già molto grave alla prima diagnosi o in casi in cui coesistono altre malattie oculari. Si tratta di una percentuale bassa ma il forte impatto che la cecità ha sull'individuo e sulla società implica che si deve considerare il glaucoma come una patologia potenzialmente molto invalidante. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei pazienti affetti da glaucoma non andranno incontro a cecità. Per limitare il rischio di cecità sono fondamentali la diagnosi precoce, seguire i trattamenti prescritti ed eseguire regolari visite di controllo agli intervalli consigliati dal medico.
  • È sicuro fare una risonanza magnetica dopo un intervento di cataratta?
    Sì, è sicuro. Tuttavia, qualsiasi elemento magnetico interno (come un pacemaker) deve sempre essere discusso con il medico prima di una risonanza magnetica.
  • Perché la mia visione è peggiorata dopo qualche anno dall'intervento di cataratta?
    È improbabile che qualcosa non vada con la lentina impiantata. Molti fattori possono far calare la vista dopo un intervento di cataratta. Una causa frequente è un'opacità della capsula posteriore che è essenzialmente un accumulo di varie proteine sul lato posteriore della lente. Questo può risolto con una procedura ambulatoriale che utilizza un laser, nota come capsulotomia YAG laser. Altre cause meno frequenti sono condizioni patologiche a carico della cornea quali a distrofia corneale di Fuchs oppure alcune malattie della retina come la degenerazione maculare o l'edema maculare. Un oculista è in grado di determinare se qualcuna di queste condizioni è presente.
  • È normale avvertire fastidio all'occhio dopo l'intervento di cataratta?
    Ci vuole un po' di tempo per guarire dopo l'intervento di cataratta, e le persone guariscono in modo diverso. Generalmente queste sensazioni fastidiose si risolvono nel giro di alcuni giorni e i colliri anti-infiammatori che vengono prescritti aiutano a ridurre il fastidio. Ogni giorno che passa le cose dovrebbero andare un po' meglio. Tuttavia, se l'occhio diventa molto rosso, fa male e la vista cala è importante richiedere una visita oculistica urgente.
  • Cos'è la cataratta?
    La cataratta è una delle principali cause di abbassamento della vista. Si tratta di un’opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale che si trova all’interno dell’occhio. Quando il cristallino diventa opaco, la luce non può passare correttamente, causando una visione offuscata.
  • Quali sono i sintomi della cataratta?
    Tra i sintomi più comuni ci sono: Visione offuscata o annebbiata. Difficoltà nella visione in ambienti poco illuminati. Sensibilità aumentata alla luce abbagliamento. Percezione alterata dei colori, tendente al giallo. Necessità di cambi frequenti nella prescrizione degli occhiali.
  • Quali sono le cause e i fattori di rischio della cataratta?
    La cataratta si sviluppa principalmente a causa dell’invecchiamento, ma altri fattori possono includere malattie oculari, malattie sistemiche come il diabete, traumi oculari o l’utilizzo prolungato di cortisone.
  • Cataratta a 50 o a 60 anni? È possibile?
    Si, sebbene il rischio di cataratta aumenti molto con l'età avanzata non è raro che si manifesti più precocemente. Inoltre le esigenze visive di un paziente in età lavorativa possono giustificare l'intervento in caso di cataratta iniziale-moderata. Il cristallino artificiale che viene impiantato è progettato per rimanere trasparente per tutta la vita.
  • La cataratta può regredire?
    No, poiché con la cataratta avvengono lenti e progressivi cambiamenti biochimici ed anatomici del cristallino. La cataratta può avere effetti diversi sulle capacità visive a seconda dell'illuminazione ambientale o dell'attività che si sta svolgendo. Per questo motivo in alcuni momenti la vista può sembrare meno compromessa che in altri.
  • Come si cura la cataratta?
    L’unico trattamento disponibile per la cataratta è la chirurgia. Durante l’intervento, il cristallino opaco viene rimosso e sostituito con una lente intraoculare artificiale. Questa procedura ha un alto tasso di successo e può significativamente migliorare la qualità della vista del paziente.
  • Si può prevenire la cataratta?
    Uno stile di vita sano, regolare esercizio fisico, l’utilizzo di occhiali da sole e un’alimentazione ricca di frutta e verdura fin dal giovani aiutano a ritardare lo sviluppo della cataratta.
  • Quali farmaci è importante segnalare all'oculista prima dell'intervento di cataratta?
    Tutti i farmaci in uso andrebbero comunicati all'oculista e al personale sanitario. In particolare alcuni farmaci per il trattamento dell'iperplasia prostatica benigna (terazosina, doxazosin, tamsulosina e alfuzosina) provocano dei cambiamenti all'iride che possono rendere l'intervento tecnicamente più complesso. Per questo il loro uso deve sempre essere segnalato al chirurgo oculista. Anche l'uso di farmaci anti-coagulanti quali Coumadin (warfarin) o Sintrom (acenocumerolo) deve essere sempre segnalato. L'oculista in accordo con altri specialisti può richiederne la sospensione e sostituzione con eparina prima dell'intervento.
  • Quando non operare la cataratta?
    La decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico non è semplice e non deve mai essere presa sottogamba. Un accurato colloquio con l'oculista è sempre necessario per definire le aspettative che si hanno rispetto all'intervento di cataratta, quelli che sono i benefici attesi nel singolo paziente e i rischi. Raramente si tratta di un intervento urgente ma se si aspetta molto tempo (anni) potrebbe diventare più difficoltosa la rimozione della cataratta. Generalmente non si operano i casi in cui non si prevede alcun beneficio, ad esempio per la presenza di altre gravi patologie oculari.
  • Quali farmaci favoriscono l'insorgenza di cataratta?
    L'uso prolungato di cortisone favorisce l'insorgenza della cataratta e deve essere sempre usato solo se necessario e sotto controllo medico. Altri farmaci più raramente associati all'insorgenza di cataratta sono i fenotiazionici.

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Dr. Carlo Cutolo | Oculista a Genova

Fornire ai miei pazienti un'esperienza di cura ottimale. Utilizzo strumenti e tecnologie all'avanguardia per garantire diagnosi precise e trattamenti efficaci. Sono impegnato a offrire una gamma completa di servizi oculistici, tra cui controlli di routine, diagnosi e trattamento di patologie oculari, correzione della vista e microchirurgia oculare quando necessario. Ogni paziente viene valutato individualmente e viene creato un piano di trattamento personalizzato per soddisfare le sue esigenze specifiche.

From a vision to a mission. Hand turns dice and changes the word vision to mission..jpg

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